lunedì 9 aprile 2012



La paralisi di Bell (paralisi del nervo faciale) è una malattia che colpisce un solo lato del volto, ogni anno circa 40.000 americani scoprono di esserne affetti. In questo articolo spiegheremo l’anatomia del nervo facciale, le cause, il decorso e le possibili terapie di questa malattia.
E’ una malattia da cui il 75% dei pazienti riesce a guarire completamente.

Anatomia

Nervo facciale
Nervo facciale (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Cranial_nerve_VII.svg)
La maggior parte dei muscoli del volto è controllata dal nervo facciale, cioè dal settimo paio di nervi cranici. Il nervo facciale parte dal tronco cerebrale, attraversa il cranio dentro un canale molto stretto e poi esce dal cranio poco dietro l’orecchio.
Il nervo facciale si dirama da dietro l’orecchio e serve i muscoli del volto: permette alla fronte di muoversi, alle palpebre di chiudersi e alla bocca di chiudersi e di sorridere. Questo stesso nervo raggiunge anche un piccolo muscolo all’interno dell’orecchio, che si occupa di attutire i rumori provenienti dall’ambiente circostante.
Controlla infine le ghiandole salivari e la lacrimazione ed è responsabile della sensazione di gusto avvertita dalla lingua.

Cause

Si ritiene che la causa della paralisi di Bell sia un’infezione del nervo facciale dovuta a un virus.
L’infiammazione causata dall’infezione provoca gonfiore (flogosi) del nervo che, nel suo percorso verso il viso, può risultare strozzato all’interno dello stretto passaggio cranico.
Si pensa che il principale responsabile della paralisi di Bell sia l’Herpes simplex, lo stesso virus che provoca l’herpes labiale; alcune fonti ipotizzano poi che il virus di Epstein-Barr (mononucleosi) possa causare la paralisi. Colpisce in particolar modo le donne incinte, idiabetici e chi soffre di raffreddore o influenza.
Il colpo di freddo, cui spesso si ascrive la causa del problema, non è mai probabilmente il vero fattore scatenante, è invece probabilmente la causa della riattivazione del virus.
Tra le altre malattie in grado di provocare sintomi simili a quelli della paralisi di Bell ricordiamo:

Sintomi

La paralisi di Bell si chiama così perché il primo medico che la descrisse nel 1882 fu lo scozzese Charles Bell. Nei pazienti colpiti il nervo facciale cessa improvvisamente di funzionare, la fase più acuta si registra entro 48 ore dall’inizio dell’episodio.
Il sintomo più evidente di questa malattia è la paralisi dei muscoli facciali: se i muscoli del volto non si muovono, l’occhio non può chiudersi e la bocca si secca, perché cessa la produzione della saliva.
Paralisi di Bell
Paralisi di Bell (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Bells_palsy_diagram.svg)
La malformazione del volto provocata da questo tipo di paralisi è piuttosto caratteristica, la metà colpita del viso appare appianata e priva di espressione, ma il paziente può provare dolore e fastidio nella parte sana, che potrebbe sembrargli contratta. Nei casi più gravi la rima palpebrale è ampia e il paziente non riesce a chiudere l’occhio. Il paziente può sentire un senso di pesantezza o di intorpidimento al volto, ma non sono dimostrabili perdite di sensibilità. In alcuni casi si registra alterazione della salivazione, del gusto, della lacrimazione e, talvolta, iperacusia (percezione molto amplificata dei rumori) e/o dolore nella zona dell’orecchio.
La paralisi di Bell, fortunatamente, regredisce senza alcuna cura nel giro di poche settimane o pochi mesi. Il nervo facciale di solito ritorna a funzionare come prima.
Chi soffre di paralisi di Bell può perdere temporaneamente il senso del gusto nel lato della bocca colpito. Questo problema può passare inosservato perché l’altro lato della bocca continua ad avvertire normalmente i sapori.

Pericoli

Anche se la maggior parte dei pazienti si riprende completamente, la guarigione può non essere completa e possono rimanere tracce della paralisi.
In alcuni casi il nervo facciale non guarisce del tutto: le terminazioni nervose che dovrebbero far funzionare le ghiandole salivari finiscono per connettersi con le ghiandole lacrimali, quindi il paziente, anziché produrre saliva, piange. Sono le cosiddette “lacrime di coccodrillo”.
Durante la fase acuta dell’attacco di paralisi di Bell i pazienti dovrebbero proteggere l’occhio colpito. Se le palpebre non riescono a chiudersi perfettamente, infatti, l’occhio può essere facilmente danneggiato dalla polvere, dalla sabbia, dallo sfregamento, ecc.
Probabilmente vi verrà dato un cerotto che vi aiuterà a proteggere l’occhio, soprattutto di notte.
Le lacrime artificiali possono essere utili per impedire la secchezza oculare e danni all’occhio.
Se la paralisi diventasse definitiva, può essere necessario l’intervento chirurgico per restringere l’apertura oculare.

Diagnosi

Per diagnosticare la paralisi di Bell il medico raccoglierà un’anamnesi dettagliata e procederà a una visita approfondita.
Per controllare se il nervo è danneggiato probabilmente dovrete eseguire un’elettromiografia (EMG) e l’esame della conduzione nervosa (NCV).
Durante questi esami vi verranno inseriti dei piccoli aghi nei muscoli del volto, che verranno stimolati con una corrente elettrica di intensità minima. L’esame, anche se non è troppo piacevole, non provoca dolore e di solito è ben tollerato.
Probabilmente dovrete anche eseguire una risonanza magnetica o una TAC per escludere che il problema sia causato da un colpo apoplettico, da un tumore o da un’infezione.
Se la risonanza magnetica o la TAC rivelano la presenza di un colpo apoplettico, di un tumore o di un’infezione, il nervo facciale ha poche possibilità di miglioramento. Il medico di solito scoprirà altri indizi di queste malattie durante la visita.

Cura e terapia

Il 75% dei pazienti affetti da paralisi di Bell guarisce spontaneamente, tuttavia ricerche recenti hanno dimostrato che la terapia con farmaci steroidi e un antivirale (aciclovir) probabilmente è efficace per migliorare la funzionalità facciale. E’ comune l’utilizzo di vitamine del gruppo B, che sembrano avere azione neuroprotettiva.
Gli steroidi (cortisonici) sono farmaci in grado di far diminuire il gonfiore, tra di essi ricordiamo ad esempio il prednisone e il desametasone.
Il massaggio facciale può impedire ai muscoli del volto di contrarsi, mantenendoli flessibili ed elastici per il momento in cui il nervo guarirà. L’intervento chirurgico può essere raccomandato solo in casi rari ed estremi.
Ai pazienti può essere consigliato di indossare un cerotto protettivo o di usare un collirio per proteggere l’occhio e per mantenerlo idratato

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